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Da Sarajevo a Gaza, quattro giorni nel Salento per interrogare le guerre del presente

Sarajevo come chiave per leggere il presente. Le guerre che continuano a insanguinare il mondo, le responsabilità dell’Europa, il ruolo dell’informazione e della memoria. È attorno a queste domande che prende forma “L’assedio | Sarajevo: prima, durante e dopo”, la rassegna che da giovedì 25 a domenica 28 giugno porterà nel Salento oltre trenta ospiti, venti appuntamenti e quattro serate di incontri, spettacoli e riflessioni.

L’iniziativa, ideata dal giornalista e operatore culturale Pierpaolo Lala e inserita nel programma del festival diffuso Nel frattempo – Conversazioni sul futuro, toccherà tre luoghi simbolo del territorio: il Castello Carlo V di Lecce, il Castello Volante di Corigliano d’Otranto e il Palazzo Marchesale di Melpignano.

L’obiettivo è chiaro: tornare a guardare all’assedio di Sarajevo, durato quasi quattro anni tra il 1992 e il 1996, non come a una vicenda relegata nei libri di storia, ma come a una ferita ancora aperta, capace di parlare alle crisi contemporanee, dall’Ucraina al Medio Oriente.

La rassegna si aprirà giovedì al Castello Carlo V di Lecce con una visita guidata alla fortezza e con un primo ciclo di incontri dedicati al rapporto tra guerra e memoria. Tra gli ospiti della serata ci saranno la giornalista di RaiNews24 Marina Lalovic, la scrittrice e traduttrice Elvira Mujčić, il giornalista e scrittore Gigi Riva, autore del libro C’era l’amore a Sarajevo, e la scrittrice Randa Ghazy, che presenterà il suo saggio L’Occidente è morto a Gaza. Israele e Palestina: il sonno della ragione. A impreziosire la serata sarà l’intervento musicale della flautista Giorgia Santoro, con un percorso sonoro tra Mediterraneo e Balcani.

Randa Ghazy

Il giorno successivo l’attenzione si sposterà sul rapporto tra i Balcani e l’Europa di oggi. Si parlerà di memoria jugoslava, migrazioni e cittadinanza con Marina Lalovic, il docente dell’Università del Salento Ubaldo Villani Lubelli e Massimo Vita del GUS – Gruppo umana solidarietà. In chiusura, l’inviata del Corriere della Sera Marta Serafini presenterà il suo libro sulla guerra tra Russia e Ucraina.

Sabato la rassegna si trasferirà al Castello Volante di Corigliano d’Otranto. Tra gli appuntamenti più attesi, l’incontro dedicato al Salento come terra di approdi e attraversamenti nel Mediterraneo, con l’archeologo Francesco D’Andria, la coreografa Maristella Martella, la giornalista Paola Moscardino e la sindaca Ada Fiore.

Marina Lalovic

La serata culminerà con “A come Srebrenica. Una storia di assedio”, il monologo dell’autrice e attrice Roberta Biagiarelli, che ricostruisce il genocidio di Srebrenica, una delle pagine più drammatiche della storia europea contemporanea. A seguire il concerto “Ritorno a Sarajevo” con Cesare Dell’Anna, Ekland Hasa e altri ospiti.

La chiusura, domenica a Melpignano, sarà dedicata al tema della pace e della responsabilità civile. Tra gli appuntamenti, la presentazione del progetto fotografico “Shooting in Sarajevo”, che racconta i luoghi da cui i cecchini colpivano la città durante l’assedio, e l’incontro “La speranza disarmata”, con il giornalista Raffaele Gorgoni, il presidente della Fondazione Don Tonino Bello Giancarlo Piccinni, Francesco Romito e Vito Alfieri Fontana, ex fabbricante di armi oggi impegnato nello sminamento umanitario.

Più che una rassegna culturale, “L’assedio” si propone come un esercizio di memoria collettiva. Perché Sarajevo, a trent’anni dalla fine della guerra, continua a parlare al presente e a ricordare che i conflitti, le assenze della politica e l’indifferenza dell’opinione pubblica non appartengono soltanto al passato, ma interrogano ancora il nostro tempo.

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