Il quartetto vocale nato alla Schola Cantorum Basiliensis protagonista il 28 ottobre a Bari e il 31 ottobre a Martano. In programma cinque secoli di musica medievale, tra spiritualità, poesia e tradizione femminile.
La musica medievale per riscoprire la voce delle donne, il loro contributo alla cultura europea e un repertorio che continua a parlare al presente. È il percorso proposto da Contre le Temps, ensemble vocale femminile nato in Svizzera alla Schola Cantorum Basiliensis, che arriva per la prima volta in Italia ospite del N&B Mareterra Festival con due concerti in Puglia.

Il quartetto, formato da Julia Marty, Cécile Walch, Karin Weston e Amy Farnell, si esibirà mercoledì 28 ottobre alle ore 20 nella chiesa di San Giacomo a Bari, con ingresso a pagamento, e sabato 31 ottobre, sempre alle 20, nella chiesa di Maria Santissima Assunta a Martano, dove l’ingresso sarà libero.
«Ubi Sunt Mulieres?» è il titolo del programma, dedicato alla presenza femminile nelle fonti musicali del Medioevo e del primo Rinascimento. Un viaggio che attraversa cinque secoli, dall’XI al XV, seguendo l’evoluzione della musica dal canto monodico alle più articolate forme della polifonia.
Al centro del repertorio si intrecciano la devozione mariana, particolarmente diffusa tra il XII e il XIII secolo, e la poesia d’amore profana. Le parole rivolte alla Vergine e quelle dedicate alla donna amata si rispecchiano così in un dialogo tra spiritualità e sentimento terreno, restituendo la complessità di un patrimonio musicale che attraversa epoche e sensibilità differenti.
Il programma accosta la tradizione sacra legata a Ildegarda di Bingen a composizioni profane, tra cui Je me complaints di Guillaume Dufay, insieme a brani tratti dal Manoscritto di Cipro e dal Codice di Oxford. Ne emerge un itinerario che mette in luce il ruolo delle donne nella storia della musica e invita a rileggere un repertorio antico con uno sguardo contemporaneo.
La particolarità di Contre le Temps non risiede soltanto nella scelta dei brani, ma anche nel metodo di lavoro. Le quattro cantanti si esibiscono senza direttore e costruiscono l’interpretazione attraverso l’ascolto reciproco, la ripetizione e una ricerca condivisa del suono. Un processo collettivo che valorizza ogni voce e richiama le pratiche musicali delle comunità femminili medievali, nelle quali il canto quotidiano nasceva dalla familiarità e dalla condivisione.
A questo approccio si affianca l’improvvisazione, ispirata alle testimonianze delle fonti storiche, che consente di coniugare rigore filologico e libertà espressiva. Anche il nome dell’ensemble rimanda al repertorio medievale: richiama infatti due chansons, una del trovatore francese Gace Brulé e l’altra anonima, conservata nel manoscritto di Oxford.
Attivo nei principali circuiti europei, con concerti in Belgio, Inghilterra, Francia, Germania, Paesi Bassi e Svizzera, il quartetto ha già ottenuto importanti riconoscimenti. Nel 2023 ha conquistato il Premio del Pubblico e il secondo premio della giuria al Concorso internazionale Van Wassenaer, nell’ambito del Festival Laus Polyphoniae di Anversa. Il Premio OOM ha inoltre portato alla partecipazione alla tournée della stagione 2024-2025 dell’Utrecht Early Music Festival. Nel 2026 è arrivato anche il quinto posto all’EMTV Award dello