Conciliazione tra vita e lavoro, lavoro di cura, contrattazione e divari salariali saranno al centro dell’assemblea provinciale delle delegate della Cgil di Lecce, in programma domani, venerdì 18 settembre, alle ore 16 nella Sala Di Vittorio della Camera territoriale del Lavoro, in via Merine 33.
L’iniziativa, organizzata dal Coordinamento Belle Ciao Lecce, nasce con l’obiettivo di portare nel confronto le esperienze e le testimonianze delle lavoratrici e di costruire, a partire dai luoghi di lavoro e dai territori, proposte da inserire nel percorso regionale che porterà all’Assemblea nazionale delle delegate.
Al centro della discussione ci saranno innanzitutto le difficoltà legate alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, insieme agli strumenti che gli Ambiti sociali possono mettere a disposizione per sostenere e alleggerire il lavoro di cura familiare. Un altro tema riguarda il ruolo della contrattazione collettiva aziendale e territoriale come possibile strumento per affrontare i divari di genere, compresi quelli salariali.

Il confronto partirà dagli interventi delle delegate, chiamate a portare esperienze, criticità e proposte maturate nei luoghi di lavoro. Dopo i saluti del segretario generale della Cgil Lecce, Tommaso Moscara, sarà la segretaria confederale e coordinatrice di Belle Ciao Lecce, Simona Cancelli, a introdurre il dibattito.
A confrontarsi con le lavoratrici saranno Loredana De Vitis, giornalista e dottoranda in Gender Studies, Alessandro Conversano, presidente dell’Ambito sociale di Campi Salentina, e Valentino Nicolì, presidente di Confindustria Lecce. Le conclusioni saranno affidate a Filomena Principale, segretaria regionale della Cgil Puglia.
L’assemblea punta quindi a mettere in relazione prospettive diverse – dal mondo del lavoro a quello delle politiche sociali, fino alla ricerca e alla rappresentanza datoriale – partendo dalle esperienze concrete delle lavoratrici.
Tra gli aspetti evidenziati da Simona Cancelli c’è proprio la necessità di intervenire anche sul piano culturale, a partire dal linguaggio, per accompagnare alle misure concrete un cambiamento più ampio verso una reale parità.
«La contrattazione collettiva, in particolare quella che si declina sui luoghi di lavoro e sul territorio, specialmente quella sociale, può essere il vero banco di prova per un’azione di rivendicazione e proposta utile a superare i divari e le disuguaglianze di genere», sottolinea Cancelli.
La partecipazione all’iniziativa è aperta.