Le aziende saldano gli stipendi arretrati dopo la mediazione del Commissariato di Nardò. Flai Cgil, Cir e Diritti a Sud: “Istituzioni assenti, lavoratori responsabili”

Dopo una lunga e complessa mediazione tra sindacati, associazioni e forze dell’ordine, il campo di Boncuri si avvia alla chiusura per la stagione 2026. Domani mattina lasceranno i container anche i lavoratori impiegati in provincia di Brindisi: dopo il loro allontanamento, i cancelli della struttura verranno chiusi, con la speranza che la prossima stagione possa svolgersi in condizioni migliori.
I pagamenti e le partenze
Ottenuti i pagamenti arretrati, ieri pomeriggio i braccianti stranieri hanno raccolto uno alla volta i propri effetti personali per raggiungere nuove destinazioni. Chi non aveva un contratto è partito verso altri territori per la stagione autunnale di raccolta, mentre i lavoratori ancora sotto contratto sono stati accolti negli alloggi messi a disposizione da due benefattori: la Caritas di Gallipoli e il gruppo Caroli Hotels.
A sciogliere il nodo è stata la mediazione, misurata ma ferma, del Commissariato di polizia di Nardò, che ha invitato le aziende morose a saldare i debiti nei confronti dei lavoratori. Nella giornata di ieri sono così arrivati i pagamenti, per la maggior parte tramite bonifici istantanei. Va sottolineata anche la maturità e il senso di responsabilità mostrati dai lavoratori durante tutta la trattativa. Alla fine è stata trovata una soluzione capace di scongiurare il rischio di lasciare decine di persone senza un tetto, con tutte le conseguenze che questo avrebbe comportato sul piano igienico-sanitario e dell’ordine pubblico.
Il ruolo delle associazioni e le critiche alle istituzioni
Determinante, nella risoluzione della vicenda, è stata la presenza di Cir, Cgil e Flai-Cgil di Lecce e dell’associazione Diritti a Sud, ma il fattore decisivo è stato soprattutto la disponibilità dei benefattori.
Alessandro Fersini, segretario generale della Flai-Cgil di Lecce, ha commentato: “Il mancato rispetto degli accordi raggiunti in Prefettura, in particolare dalle aziende, e l’assenza di risposte fattive da parte delle istituzioni, anche oggi assenti, mettono a rischio la gestione e la sostenibilità economica del modello pubblico-privato messo in piedi per l’accoglienza dei lavoratori migranti nel nostro territorio”.
L’avvocata Donatella Tanzariello, del Consiglio italiano per i rifugiati (ente capofila del Polo Sociale integrato di Lecce-Taranto-Brindisi), ha voluto ringraziare “Caroli Hotels per la generosa disponibilità ad accogliere i lavoratori agricoli, i cui contratti sono ancora in fieri, e la Caritas di Gallipoli per aver aperto le porte”. Ha aggiunto: “Le loro preziose collaborazioni e il coordinamento fra Cir, Flai, Diritti a Sud e Commissariato di Nardò hanno consentito di scongiurare gli effetti disastrosi di una chiusura non incentrata sui bisogni effettivi dei lavoratori. Si pone ora la necessità di richiamare le aziende ad un più accorto rispetto dei diritti”.
Sulla stessa linea Angelo Cleopazzo, vicepresidente dell’associazione Diritti a Sud: “I lavoratori hanno mostrato grande senso di responsabilità, pazienza e maturità. La complessità della mediazione avrebbe richiesto la presenza costante di Regione e Comune, che invece si sono distinti solo per una ingiustificabile ed incomprensibile assenza”.